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Sardinian Style
  Un grande poeta, Rabindranath Tagore, scrisse nei primi anni del secolo scorso:
 
Quando ti porto giochi variopinti,
bambino mio, capisco finalmente
perché sono così tanti i colori
delle nuvole e dell’acqua, e perché
i fiori sono pitturati così diversamente…
Quando metto i dolci nelle tue mani,
bambino mio, capisco finalmente
perché c’è il miele nel calice dei fiori…
Mi sono spesso chiesto quale potesse essere la strada più semplice per trasferire delle informazioni, soprattutto di carattere tecnico, ad un’altra persona senza annoiarla.
E’ un po’ il dilemma di ogni insegnante, oratore o avvocato ma anche del genitore che aiuta il figlio nello studio.
Se il gioco e le attività manuali sono elementi essenziali della didattica infantile, non sono meno importanti quando si debbano insegnare determinati concetti ad un ragazzo oppure ad un adulto che, alla fine di una giornata di studio o lavoro, decide di faticare ancora un po’ con la mente per imparare la teoria, la regolamentazione e (finchè resterà obbligatoria) la telegrafia, quel tanto che
basta per superare l’esame per il conseguimento della patente di radioamatore.
Senza elucubrare troppo, ma semplicemente confrontando le impressioni sia mie che di mia moglie con le intuizioni di altri genitori o insegnanti, sono tornato alla scoperta dell’acqua calda : la maggior parte delle persone, siano esse adulte o in fasce, ricorda meglio ciò che ha scoperto nel gioco, nell’attività manuale, nel momento magico della curiosità.
Dal Particolare, le persone sono spinte ad indagare sull’Universale. Dalla Pratica alla Teoria.
Sulla base di queste considerazioni mi sembra quindi sia più produttivo prendere una tavoletta di legno, montarci sopra una batteria, un interruttore, un amperometro, un voltmetro, una lampadina collegati opportunamente e quindi chiudere il circuito spiegando quello che succede piuttosto che partire dalla Legge di Ohm scarabocchiata su un lavagna vicino al simbolo della batteria,
dell’amperomentro, etc.Leggendo l’indicazione dei due strumenti montati sulla tavoletta si arriverà lo stesso alla Legge, ed il tempo richiesto per la realizzazione pratica nella maggior parte dei casi sarà ampiamente ricompensato dai risultati. A questo modo di operare noi possiamo dare del valore aggiunto se disegnamo sulla tavoletta lo schema del circuito che vi sarà montato sopra, perché in questo modo l’allievo sarà portato ad associare il simbolo elettrico al componente fisico cui tale simbolo si riferisce.


Per semplicità i supporti per i componenti che montiamo sulle nostre tavolette da 2 cm di spessore (le altre dimensioni dipendono dal tipo di circuito) sono dei normali chiodini in ottone da Ø 1,2 mm lunghi 1,5 cm. Sono un buon ancoraggio e si saldano facilmente a stagno.Se il componente richiede un ancoraggio più solido, al posto dei chiodini possiamo usare delle viti in ottone delle dimensioni opportune.In fig. 1 possiamo vedere le prime fasi della costruzione di un comune Pixie 2. Materiale occorrente : una tavoletta da cm 9 x 12 (10x 15) una quarantina di chiodini, uno schema del Pixie ridotto alle dimensioni ottimali. Si incolla con vinavil lo schema alla tavoletta (fig. 2) quindi, dopo aver segnato opportunamente con pennarello rosso i punti ottimali di ancoraggio (spessole dimensioni reali dei componenti non si adeguano alle dimensioni dell’equivalente simbolo elettrico) si posizionano i chiodini (dritti !) e si incomincia il lavoro di saldatura (fig. 3).Nel caso dei Pixies l’unica difficoltà consiste nel montaggio dell’integrato LM 386, ma tutti gli altri componenti, con un minimo di studio delle dimensioni dello schema, si adatteranno benissimo.
Se poi, anziché un Pixie costruiamo un Micro 80 con i suoi 4 transistors, la realizzazione su tavoletta è ancora più semplice. Dopo aver aiutato i nostri allievi a costruire ciascuno il proprio Pixie, spiegheremo il funzionamento dei singoli componenti e dei fenomeni ad essi associati, con l’ausilio degli strumenti di misura che possiamo avere a disposizione (Multimetro, Frequenzimetro, Ponte LCR ed
Oscilloscopio).
Ho chiamato questo modo di costruire i nostri piccoli apparati “Sardinian Style” perché economico, semplice, caratteristico e robusto come i nostri formaggi ed i nostri vini.
Provare per credere.

72 e 73
Franco ISØVSU
(IS QRP#1)
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Sardinia QRP Club
Via Santa Rita 9
09047 Selargius (CA)
347 3406679
is0vsu@sardiniaqrp.com
www.sardiniaqrp.com